Uno dei film più discussi e celebrati di questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia è NAZA, il nuovo film dei registi israeliani di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor, e l’unico documentario selezionato nel concorso principale di quest’anno.

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Secondo la sinossi ufficiale, il film mostra "in dettaglio i sistemi alla base dell’uccisione di massa calcolata dei civili palestinesi a Gaza".

Il documentario, della durata di 80 minuti e dal contenuto altamente controverso, è stato girato in segreto di notte sui tetti di Tel Aviv durante l’attuale guerra a Gaza. Include interviste con 24 ufficiali dell’intelligence militare israeliana, soldati e informatori. Nel film discutono di come vengono scelti i bersagli palestinesi: da qui deriva il titolo dell’opera, un acronimo militare usato dalle Forze armate israeliane per indicare il numero di civili che si prevede verranno uccisi in un attacco aereo su Gaza. Significa "Nezek Agavi", ovvero danno collaterale.

Durante la cerimonia di premiazione di sabato, NAZA ha vinto il Premio Speciale della Giuria. Solo un giorno dopo, il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha annunciato che avrebbe "agito immediatamente per revocare la cittadinanza israeliana" alla coppia di registi, equiparando di fatto le critiche alle azioni di Israele all’antisemitismo.