di Claudia Osmettidomenica 13 settembre 20263' di letturaTutto per colpa di un furgone portavalori con due milioni e 600mila euro a bordo che, dalla filiale della Banca d’Italia di Forlì, cerca di raggiungere la repubblica di San Marino. Cerca perché, nel frattempo, viene sequestrato dato che gli allora pm (è il 2008) Fabio Di Vizio e Marco Forte sospettano un brutto giro di riciclaggio ed evasione fiscale.«Ma il riciclaggio, con queste modalità? Io ancora adesso, e sono passati diciotto anni, non riesco a spiegarmi tutto quello che è successo»: a dirlo è Paola Stanzani, ex vicepresidente del gruppo bancario Delta che in questa inchiesta per metà giudiziaria e per l’altra metà mediatica (gli arresti dell’“operazione Varano” vengono ripresi, a notte fonda, dalle telecamere di Report e finiscono in televisione) rimedia 21 giorni di carcere e sei mesi di domiciliari, oltre a una carriera professionale finita e tutto ciò che di contorno ci può essere.Report, Roberto Rigoli: "Accusato di corruzione, vita rovinata". Il medico a cui Ranucci non ha mai chiesto scusa«Quando mia mamma, che ha 99 anni ed è in splendida forma, ha saputo che Ranucci faceva un comizio ad Asiag...ABBAGLIOPremessa, ché non siamo tutti esperti di finanza (ma forse chi si occupa di queste questioni un attenzione in più potrebbe dimostrarla): San Marino fa parte della zona euro, nel senso che l’enclave usa la nostra stessa moneta, solo che non la può stampare, per cui deve necessariamente rifornirsi di contante dai Paesi confinanti, nel suo caso uno solo, l’Italia. Che ci sarà di strano, insomma, in un blindato che carico di banconote supera la frontiera? E invece, «vuoi per una confluenza di interessi che, onestamente, non ho ancora capito fino in fondo», vuoi per un abbaglio, vuoi per un madornale errore, Stanzani (e non solo) finisce nei guai.Report, il metodo-Ranucci: l'assessore-capotreno a cui ha rovinato la vita«Report aveva chiamato la mia segretaria, Lorenza, dicendo una cosa diversa. “Assessore, guardi che le vogli...La procura di Forlì accusa (di riciclaggio, appunto) i vertici di Delta, quindi Stanzani e il presidente dell’istituto di credito Mario Fantini (che morirà qualche anno più tardi) nonché i colleghi della Carisp, la Cassa di risparmio di San Marino (come il presidente Gilberto Ghiotti e il direttore generale Luca Simoni). Gli indagati all’inizio sono cinque, ma in un anno gli arrestati diventano quaranta e alla fine i coinvolti sono più di mille (tanti i dipendenti dell’azienda che viene ritenuta il “braccio italiano” della banca sanremese che avrebbe operato questo surreale riciclaggio).Sigfrido Ranucci, l'ex parlamentare Pd: "Mi ha distrutto la vita in un minuto e mezzo"«Il metodo Report prevede molte cose, ma non la restituzione della dignità. Mi hanno intervistato per quara...MALAGIUSTIZIAVero niente, però, e per dimostrarlo serviranno quasi due decenni: la sentenza di proscioglimento è dell’estate del 2025. «Dalla sera alla mattina ho perso il mio posto di lavoro», spiega Stanzani, «sono uscita dal mio ufficio e non sono più rientrata. È stata una violenza e anche molto forte, abbiamo subito un commissariamento anomalo perché è rimasto in carica più del dovuto. Ma c’è stato chi l’ha vissuta molto peggio, persone che a 50, 55 anni si sono ritrovate a dover cercare un altro lavoro, che hanno avuto problemi di salute. Non ci si rende conto di cosa voglia dire finché non ci si trova nel mezzo. È un gigantesco senso di impotenza, ti senti trasparente, invisibile perché la tua parola non conta più nulla, altri hanno già deciso che sei colpevole».Malagiustizia (tra parentesi: «Il pm che ha istituito questo caso adesso insegna al Consiglio superiore della magistratura, ma è possibile?») ma anche malainformazione: quantomeno informazione frettolosa, sbattuta in onda senza le opportune verifiche, data in pasto al mainstream. «È difficile rendersi conto di cosa significhi non poter dibattere, che la potenza della comunicazione è più forte di qualsiasi ragione. Ai tempi la voce della magistratura era alta, ma non c’è stato nessun giornalista che abbia dato voce a noi».Sterzani, paradossalmente, ha trovato un ambiente umano in carcere: «Per assurdo di quei giorni ho un buon ricordo perché ho trovato persone incredibili, mi sono improvvisata interprete per chi non parlava l’italiano, spesso i veri colpevoli non stanno in galera».