HomeEmpoliCronacaEmozioni al “Premio Boccaccio“. Per Montero, Costa e Velasco l’animo umano è alla base di tuttoLa consegna alla scrittrice, al giornalista e al ’rivoluzionario’ della cultura sportiva al teatro di Certaldo. La presidente dell’Associazione, Simona Dei: "Hanno fatto della parola uno strumento di crescita civile".La consegna alla scrittrice, al giornalista e al ’rivoluzionario’ della cultura sportiva al teatro di Certaldo. La presidente dell’Associazione, Simona Dei: "Hanno fatto della parola uno strumento di crescita civile".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTre maestri dello sguardo. Che sanno scrutare l’animo umano e la complessità del mondo. Un’icona del giornalismo e della narrativa spagnola come Rosa Montero, una delle voci più lucide dell’informazione contemporanea come Francesco Costa e un rivoluzionario della cultura sportiva e del pensiero strategico come Julio Velasco si sono incontrati, a Certaldo, sul palco del Premio Letterario Giovanni Boccaccio per ricevere il riconoscimento nelle rispettive sezioni (Montero per la letteratura; Costa per il giornalismo e Velasco per l’etica della comunicazione).
Apparentemente distanti per linguaggio e campo d’azione, i tre condividono la stessa urgenza fondamentale: decodificare la complessità del presente senza cedere a semplificazioni, ponendo al centro di ogni narrazione, che sia un romanzo, un podcast o un campo da pallavolo, la sconfinata imprevedibilità dell’animo umano. Comunicare attraverso i suoi romanzi, per l’autrice spagnola è un’urgenza "per fare luce nelle proprie ossessioni". "Dopo anni di scrittura — spiega — mi sono accorta di quali sono: la prima è la morte. Poi il senso della vita, semmai ce n’è uno, il trascorrere del tempo, ma anche l’amore, la passione...".







