HomePisaCronacaTre maestri per il Premio Boccaccio. Emozioni con Montero, Velasco e CostaLa scrittrice spagnola, il ct della pallavolo e il giornalista hanno ricevuto il riconoscimento a Certaldo. La traccia comune: sanno decodificare la complessità del presente senza cedere a semplificazioni.La scorsa edizione dell’Internet Festival a PisaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Irene PuccioniCERTALDO (Firenze)
Tre maestri dello sguardo. Che sanno scrutare l’animo umano e la complessità del mondo, valorizzare le peculiarità singole e quelle del gruppo. Un’icona del giornalismo e della narrativa spagnola come Rosa Montero, una delle voci più lucide dell’informazione contemporanea come Francesco Costa e un rivoluzionario della cultura sportiva e del pensiero strategico come Julio Velasco si sono incontrati, a Certaldo, sul palco del Premio Letterario Giovanni Boccaccio per ricevere il riconoscimento nelle rispettive sezioni (Montero per la letteratura; Costa per il giornalismo e Velasco per l’etica della comunicazione).
Apparentemente distanti per linguaggio e campo d’azione, i tre condividono la stessa urgenza fondamentale: decodificare la complessità del presente senza cedere a semplificazioni, ponendo al centro di ogni narrazione, che sia un romanzo, un podcast o un campo da pallavolo, la sconfinata imprevedibilità dell’animo umano. Montero lo fa quasi per necessità. "Gli scrittori - confida - sono degli insicuri patologici e ricevere un premio in un altro Paese, intitolato a Giovanni Boccaccio, è come guarire questa eterna ferita di angoscia che prende noi artisti". Comunicare, per l’autrice spagnola è un’urgenza per fare luce nelle proprie ossessioni. "Dopo anni di scrittura - spiega - mi sono accorta quali sono: la prima è la morte. Poi il senso della vita, semmai ce n’è uno, il trascorrere del tempo, ma anche l’amore, la passione e molte altre cose che ardono nelle mie vene".








