| 13 Settembre 2026 02:01 |

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(Adnkronos) –

L’Iran ‘cerca’ l’escalation per aumentare il proprio potere negoziale nel braccio di ferro con gli Stati Uniti e Donald Trump. Il quadro per la Repubblica islamica è sempre estremamente complesso: il paese è sottoposto a un’enorme pressione economica, con il blocco navale Usa e con l’inasprimento delle sanzioni che stanno isolando Teheran dal resto del mondo. Ci sono però elementi nuovi nella regione. La posizione strategica conquistata dagli Houthi dello Yemen, gli alleati di Teheran, sta spostando almeno per ora l’ago della bilancia come evidenzia anche il ‘New York Times’. L’Iran, grazie all’azione dei suoi proxy, controlla due rotte strategiche per il traffico di petrolio. Lo Stretto di Hormuz da mesi è al centro dello scontro con gli Usa, ora gli Houthi minacciano lo Stretto di Bab-el-mandeb.

“Le rotte per esportare il petrolio dal Medio Oriente – osserva il quotidiano Usa – si stanno riducendo. Il prezzo dell’energia è in forte aumento. E i Paesi vicini all’Iran potrebbero essere sul punto di riconoscere, in qualche forma, l’autorità sullo Stretto di Hormuz” di Teheran. Nell’ultima settimana, “l’Iran e i suoi alleati hanno utilizzato l’escalation militare per sconvolgere quel minimo senso di stabilità che ancora rimaneva nella regione, soprattutto in Yemen. Questo sta spostando a favore dell’Iran l’equilibrio della sua guerra con gli Stati Uniti”.