Prima la missione in Groenlandia, poi il vertice di Rovaniemi, infine una strategia ad hoc da mettere a punto entro la fine di ottobre. L'Artico è ormai una solida priorità di un'Europa che, dalla sicurezza alle terre rare, ha compreso forse con un po' di ritardo al crucialità del Grande Nord. Domenica e lunedì, in Lapponia, si riuniranno diversi leader europei che, in qualche modo, sono direttamente collegati all'Artico.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e l'Alto Rappresentante Kaja Kallas saranno anche loro al vertice. Non ci sarà Ursula von der Leyen, impegnata a preparare il discorso sullo Stato dell'Unione alla Plenaria di Strasburgo. Ma la sua assenza non deve trarre in inganno: l'offensiva artica ha il pieno sostegno della numero uno di Palazzo Berlaymont, che sarà rappresentato dal commissario alle Partnerhip internazionali Jozef Sikela.
Tra i leader, sono attesi a Rovaniemi i primi ministri scandinavi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il romeno Nicusor Dan, il lituano Gitanas Nauseda. La Francia dovrebbe inviare il ministro degli Esteri Jean-Noeal Barrot. Al tavolo anche la premier Kristrún Frostadóttir, a capo di un'Islanda che, con la vittoria del no all'Ue nel referendum del 29 agosto, ha rappresentato l'unico neo nel percorso europeo per estendere la sua influenza sull'Artico.













