Roma, 12 settembre 2026 - La Procura di Velletri ha sequestrato l'abitazione di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo. La donna domenica scorsa si è lanciata dal palazzo dove viveva ad Ariccia ed è morta giovedi in ospedale a Roma a causa delle ferite riportate. L'iniziativa degli inquirenti è stata presa dopo un sopralluogo a cui hanno preso parte anche i carabinieri e durante il quale è stato sequestrato un secondo cellulare che verrà analizzato. Nell'appartamento verranno effettuati ulteriori rilievi. I pm - che procedono contro ignoti - all'inizio della prossima settimana ascolteranno il compagno che era l'unico presente in casa al momento del tragico volo. Nella combo, da sx un momento della celebrazione dei funerali di Lea Garofalo in piazza Beccaria a Milano il 19 ottobre 2013 e - a destra - Lea Garofalo con la figlia Denise in una foto d'epoca

L'obiettivo degli inquirenti è quello di chiarire, di non lasciare alcuna ombra, sulle ultime ore di vita della 35enne che dal 2018 era uscita dal programma di protezione. Come da prassi il fascicolo è stato aperto per istigazione al suicidio. Una fattispecie che rende possibile una serie di accertamenti oltre all'autopsia che è stata svolta venerdì. Gli inquirenti hanno i due cellulari della donna per verificare gli ultimi contatti avuti della 35enne prima della tragedia. Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia uccisa e sciolta nell'acido in un terreno a San Fruttuoso, vicino a Monza in una foto di archivio. Roma, 10 settembre 2026. LANESE /ANSA