La figlia di Lea Garofalo è deceduta giovedì a Roma dopo essersi lanciata dal suo appartamento. I magistrati procedono al momento contro ignoti: decisivi i nuovi rilievi dei Carabinieri e l'analisi dei dispositivi
La Procura di Velletri ha posto sotto sequestro l’abitazione di Ariccia da cui si è lanciata Denise Cosco, morta giovedì in un ospedale di Roma per le devastanti ferite riportate dopo la caduta di domenica scorsa. Il provvedimento è scattato al termine di un accurato sopralluogo dei carabinieri che ha portato al sequestro di un secondo telefono cellulare, elemento ritenuto fondamentale per ricostruire gli ultimi momenti della donna, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo. L’inchiesta, aperta contro ignoti, punta ora a chiarire l’esatta dinamica del dramma attraverso una serie di rilievi scientifici approfonditi all’interno delle mura domestiche e l’imminente escussione dei testimoni.
Il sopralluogo dei carabinieri e il secondo cellulare
I sigilli all’appartamento della cittadina ai Castelli Romani sono stati apposti al termine delle verifiche condotte dagli inquirenti e dai militari dell’Arma. Durante l’ispezione della casa, le forze dell’ordine hanno individuato e repertato un secondo smartphone che non era stato tracciato nelle prime fasi dei soccorsi. Il dispositivo verrà analizzato nei prossimi giorni da periti informatici per verificare chat, telefonate e messaggi scambiati prima del tragico gesto. L’immobile resterà a disposizione della magistratura per permettere alla sezione investigativa di eseguire ulteriori accertamenti e rilievi tecnici sulle superfici e negli spazi interni.










