Dopo tre capitoli dedicati a Spider-Man, Insomniac Games lascia (quasi) del tutto New York per portarci nell’universo mutante. Marvel’s Wolverine, disponibile dal 15 settembre 2026 in esclusiva PlayStation 5, ci mette di fronte a una svolta netta per lo studio: niente più mondo aperto da esplorare dondolando tra i grattacieli, ma un’avventura lineare e cinematografica, più vicina nello spirito a Uncharted o al God of War delle origini che ai precedenti lavori della casa di sviluppo. Il progetto, annunciato nel 2021 e passato attraverso un cambio di regia in corso d’opera, arriva con la promessa di restituire finalmente a Logan un’avventura action all’altezza del personaggio: cruda, adulta, permeata dalla violenza che i fan aspettano da decenni.

Narrativa e ambientazione

La storia riparte tre anni dopo l’addio di Logan al Team X, la squadra di mutanti di cui faceva parte. Quando Bolivar Trask avvia una campagna di rapimenti ai danni dei mutanti, mosso dalla convinzione fanatica della superiorità umana, Wolverine è costretto a tornare in azione per salvare Essex. Il viaggio tocca il Canada, il Giappone e la nazione fittizia di Madripoor, e lungo il percorso emerge con naturalezza il rapporto tra Logan e Jean Grey, usato per esplorare temi di identità e solitudine più che per costruire il classico triangolo sentimentale con Ciclope. È proprio su questo fronte che troviamo il gioco più convincente: l’universo mutante non viene citato per compiacere i fan, ma integrato nella trama con personaggi, luoghi e riferimenti che reggono anche per chi mastica poco i fumetti. Determinante il lavoro sul protagonista: l’interpretazione di Liam McIntyre restituisce un Logan stanco, rabbioso e vulnerabile, mai ridotto alla macchietta dell’eroe scontroso.