Stavolta il 36 vale più della sufficienza, davanti al professore-sindaco. E anche se scende all’istante a 23 per il subitaneo polemico abbandono delle opposizioni che lamentano i 5 minuti concessi per ciascun gruppo, la Relazione annuale sullo stato di attuazione del programma, stavolta, va. Il quorum è a 16 ma per Roberto Lagalla la caduta di stile della seduta a vuoto di mercoledì pare acqua passata, mentre tesse le lodi di una «maggioranza che in quattro anni e mezzo ha tenuto leale condotta». Alle opposizioni: «Spiace che per la seconda volta in due anni si siano sottratte al confronto democratico, così come spiace che spesso preferiscano rivolgersi ad altri palazzi, diversi da questo». Anche la “carota” non sprigiona il sapore che dovrebbe, con la mano tesa per la «pronta approvazione del Rendiconto che ci permetterà di fare gli investimenti indispensabili sull’avanzo di amministrazione, d’intesa, se vorrà, dell’opposizione».
La maggioranza ricambia con una nota comune, che è la prima risposta tonante all’intenzione dichiarata dal sindaco di ricandidarsi, attestando che «anche alla luce del punto di partenza, i risultati confermano il lavoro fatto da questa amministrazione che legittimamente può e deve puntare alla riconferma per proseguire il lavoro già intrapreso. Spiace che, a fronte di una articolata relazione a disposizione già da settimane, i colleghi dell’opposizione abbiano abbandonato».








