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Federico Berni

Orazio Conforto ha precedenti per ricettazione e ora si trova ai domiciliari. Ha aiutato i due complici, finiti in carcere, a scaricare il tir che trasportava anche una partita di cacao (per mascherare l'odore)

Monza - «Ero convinto di spostare sacchi di cacao». La racconta così Orazio Conforto, classe 1947, davanti al magistrato che gli chiede conto di come si sia cacciato, alla sua età, in un giro di traffico d’hashish da mezza tonnellata, sequestrato dagli agenti della settima sezione della Squadra Mobile di Milano nel suo rimessaggio per camion e magazzino alla periferia sud di Monza. Ma per gli investigatori della Questura, l’anziano era pienamente consapevole che quel bancale, che ha materialmente contribuito a scaricare (e il cui contenuto era stato verificato di persona) da un tir con targa romena proveniente dalla Francia, portava in realtà un carico da mezza tonnellata di «fumo» di alta qualità.

Per l’uomo, 79 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre in carcere sono finiti due cittadini romeni, Mihai Anderson Serbanoiu, 32enne, cittadino di Misinto, sempre in Brianza. e Anghel Nicolae Vivi, sorpreso alla guida dello stesso camion in direzione Pavia, dopo che aveva dato direttive per il deposito della sostanza stupefacente nella proprietà di Conforto in via della Novella, in una zona di capannoni del quartiere San Fruttuoso, al confine con Muggiò e Monza a breve distanza dallo svincolo della tangenziale nord.