di
Allegra Ferrante
Nella prima giornata della festa-festival del Corriere a Triennale Milano, quattro donne hanno raccontato la vita dopo la perdita delle figlie: Rita Preda, Giovanna Costanzo, Clementina Ianniello e Immacolata Rizzo, madri rispettivamente di Chiara Poggi, Chiara Costanzo, Veronica Abbate e Noemi Durini
Dieci centimetri. La sarta avrebbe dovuto toglierli dall’orlo di un paio di jeans. Chiara Poggi li aveva comprati alla fine di luglio; sua madre, Rita Preda, le aveva consigliato di aspettare. «Partiamo per le vacanze. Quando torniamo, li facciamo accorciare». Tornano tutti, ma non Chiara. La villetta di Garlasco, dove Chiara viene uccisa il 13 agosto 2007, resta sotto sequestro per otto mesi. Quando gliela restituiscono, Rita entra con il marito e il figlio. Non cerca niente. Guarda. Le stanze hanno continuato a custodire la forma esatta dell’ultimo giorno: gli oggetti al proprio posto, le faccende interrotte, il futuro ancora disposto nelle sue piccole intenzioni. Nella camera di Chiara ci sono i jeans. Sopra, il biglietto: «Accorciare dieci centimetri». Rita racconta. Si ferma.
Al Tempo delle Donne, l’incontro «La vita dopo di te», curato da Amelia Esposito e Giusi Fasano, non ricostruisce la morte di quattro figlie, ma la vita delle loro madri negli anni successivi. È il punto d’arrivo di un lungo lavoro d’inchiesta e di ascolto del Corriere. Quattro madri, quattro figlie: nelle stanze e nelle storie attraversate, quella genealogia non si compone di capitoli separati, ma di un unico intreccio di echi, gesti interrotti, contrattempi del lutto. Rita ha perduto Chiara, 26 anni, diciannove anni fa. Clementina Ianniello non vede da venti sua figlia Veronica, 19 anni, assassinata con un colpo di pistola dall’ex fidanzato. Immacolata Rizzo vive da nove anni senza Noemi Durini, 16 anni, uccisa a pietrate dall’ex. Giovanna Costanzo è la madre di Chiara, 16 anni, morta nove mesi fa nel rogo del locale Le Constellation, a Crans-Montana.










