Dal palco del convegno "Il tempo delle donne" del Corriere della Sera, il racconto commosso del rientro nella villetta di Garlasco, rimasta sotto sequestro per otto mesi dopo il delitto: «Lì ci siamo resi conto della sua mancanza»

«Volevamo tornare a casa, perché solo da lì potevamo ricominciare veramente a vivere». A diciannove anni dal delitto di Garlasco, Rita Preda, madre di Chiara Poggi, torna a parlare del dolore più atroce, quello di una famiglia che perde una figlia. Dal palco del convegno “Il tempo delle donne” organizzato dal Corriere della Sera alla Triennale di Milano, ospite del panel “La vita dopo di te” dedicato al lutto materno, la donna ha ripercorso con la voce rotta dall’emozione i mesi successivi a quel tragico 13 agosto 2007. Incluso il rientro nella villetta di famiglia, rimasta sotto sequestro per otto mesi.

Otto mesi lontani da casa: il racconto di Rita Preda

«Per otto mesi siamo stati costretti a vivere in un’altra casa – ha ricordato Rita Preda -. Era la casa dei miei genitori, quindi non mi dava nessun problema, però non era la casa dove avevamo vissuto noi tre: io, mio marito e mio figlio con Chiara». Un periodo vissuto in una sorta di limbo doloroso, in attesa che la giustizia facesse il suo corso e la villetta venisse dissequestrata.