di
Chiara Daina
Uno spazio aperto dal Comune in una casa popolare alla periferia di Brescia per gli abitanti dove si può anche giocare a carte, ai videogame, cantare, colorare i mandala e per i più giovani c’è il «Mentereserena young»
Al primo piano di un condominio popolare che ne conta 18, nominato «Torre Cimabue», che sfiorando il cielo svetta su tutto il quartiere San Polo, tra i più complicati della periferia di Brescia, nel quadrante sud-est, c’è il CoLab: uno spazio di 500 metri quadri, riqualificato dal Comune e aperto a tutti, dai 18 anni in su, dove la comunità si prende cura della propria salute mentale. Fuori dalle strutture sanitarie, nei luoghi dell’abitare, dove la vita accade e s’impara. «Perché il benessere mentale riguarda tutti - ricorda Gianpaolo Scarsato, educatore referente del CoLab - e le relazioni sociali sono essenziali per il recupero della stabilità emotiva e dell’autostima. Qui si aiutano gli abitanti a superare lo stigma del disagio psichico, a condividere le proprie fragilità e a passare del tempo insieme con attività di gruppo, in gran parte proposte dagli stessi utenti».
I laboratori dalla danza al cineforumIl CoLab è nato nel 2021 su impulso di Asst Spedali civili. Finanziato e riconosciuto come progetto innovativo dalla Regione Lombardia, viene portato avanti da un team di quattro operatori (educatore, psicologo, riabilitatore psichiatrico, pedagogista) in collaborazione con tante associazioni locali impegnate nella salute mentale (oltre 50 finora). Il calendario settimanale del CoLab è fitto di incontri. Si può scegliere tra svariati laboratori: di teatro (per accrescere le competenze relazionali), yoga (per esplorare la mente che è nel corpo), biodanza, fotografia, maglia e uncinetto, lettura, cineforum e così via. E poi i gruppi di sostegno per familiari di pazienti con disturbi mentali, lo sportello di ascolto gestito da utenti e operatori e gli appuntamenti «Chi c’è, c’è»: «Chiunque sulla chat di Whatsapp può proporre agli altri un’attività da fare insieme, come giocare a carte, ai videogame, cantare, colorare i mandala» spiega Scarsato.








