I produttori di giocattoli elettronici e dispositivi per i più piccoli hanno tempo entro 24 ore per comunicare eventuali falle e violazioni nei loro sistemi. Il rischio è una multa salatissima: 15 milioni di euro o il 2,5 per cento del fatturato

Nell’Unione Europea scattano infatti i primi obblighi per i fabbricanti di smart toys e dispositivi elettronici per l’infanzia previsti dal Cyber Resilience Act, la normativa che stabilisce nuove e più severe regole di sicurezza per tutti i prodotti connessi alla rete. D’ora in avanti, se i produttori scoprono che una vulnerabilità è stata sfruttata o che si è verificato un grave incidente informatico, non potranno più limitarsi a «metterci una pezza» in silenzio: saranno obbligati a segnalare tempestivamente l’accaduto alle autorità competenti.

Come funzionano i nuovi obblighi: la comunicazione della vulnerabilità entro 24 ore

Il nuovo meccanismo impone tempi di reazione rigidissimi. Entro 24 ore dalla scoperta di un problema o di una violazione, la società produttrice deve inviare un primo allarme con le informazioni essenziali, specificando il prodotto coinvolto, il tipo di falla e l’eventuale presenza di attacchi in corso. Nei successivi due giorni l’azienda ha il compito di integrare la segnalazione con una descrizione tecnica dettagliata e un piano di contromisure che, entro due settimane, deve trasformarsi in una soluzione definitiva. La gestione è affidata a una piattaforma europea unica che distribuisce le allerte alle agenzie di cybersicurezza dei Paesi UE in cui il prodotto è commercializzato. Chi non si adegua rischia sanzioni fino a 15 milioni di euro o pari al 2,5% del fatturato globale.