Il candidato della destra alla presidenza del Brasile Flávio Bolsonaro è indagato per corruzione e riciclaggio di denaro all’interno del più ampio caso del “Banco Master”, un enorme scandalo finanziario che sta coinvolgendo le principali istituzioni del paese: politica, Corte suprema e sistema bancario. L’indagine è aperta da luglio, ma è stata resa nota venerdì dopo che la Corte suprema ha parzialmente revocato il segreto istruttorio.
In Brasile il primo turno delle presidenziali è previsto fra meno di un mese, il 4 ottobre, e i sondaggi indicano un certo equilibrio fra il presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva, di sinistra, e Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair, condannato ad oltre 20 anni di carcere per il tentato colpo di stato del 2022. Il caso “Banco Master” occupa le cronache brasiliane da mesi: la banca era cresciuta rapidamente, era arrivata a valere 13 miliardi di euro ed è fallita lasciando un buco di oltre 7 miliardi.
Bolsonaro è coinvolto perché chiese di finanziare un film sul padre all’ex proprietario della banca al centro dello scandalo, Daniel Vorcaro (ora in carcere): questi gli promise un finanziamento da oltre 20 milioni di euro, completato per la metà prima dell’arresto. I fatti erano già emersi nei mesi scorsi, ora c’è la notizia ufficiale dell’indagine. Il giudice della Corte Suprema titolare del caso è André Mendonça, nominato da Jair Bolsonaro.











