Il destino dell’ex Ilva resta legato alla tutela della salute, che secondo la Corte d’Appello di Milano prevale sulla continuità produttiva dello stabilimento.
I giudici hanno respinto l’istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Acciaierie d’Italia e Ilva, confermando così il decreto che impone lo spegnimento dell’area a caldo entro la fine di ottobre.
Una decisione a cui ha fatto immediatamente seguito l’annuncio della ripresa dei licenziamenti nelle imprese dell’indotto.
Un nuovo tavolo di confronto, come promesso dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, è stato convocato per martedì 15 settembre, ma per i sindacati non può portare soltanto a «un piano che risolva con anni di cassa integrazione e licenziamenti già annunciati».
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che il governo sta facendo del proprio meglio su quello che è il dossier su «stiamo spendendo il maggior numero di ore», ma che «lavoriamo con decisioni che non dipendono da noi».










