In queste settimane è stato difficile non imbattersi nella campagna pubblicitaria di Poste Italiane che, da un campo di tennis o da uno studio medico, sottolineava i vantaggi di aderire all’opas lanciata dal 20 luglio su Tim.
Ma c’è voluto un ritocco di 30 centesimi cash per mettere il turbo alle adesioni e convincere gli azionisti della società tlc a consegnare le azioni all’offerta.
Il rilancio dell’opas, deciso lunedì 7 e che per ogni titolo Tim offre 1,97 euro e 0,218 azioni Poste, è stata la mossa vincente per attrarre i piccoli risparmiatori che hanno poco meno del 20% del gruppo tlc e ha spinto all’azione i grandi fondi internazionali che di Telecom hanno la fetta più grande del 60%.
Un lungo elenco, non esaustivo, che va da Barclays a Morgan Stanley, passa per i fondi dei vari Blackrock, Bnp Paribas o Goldman Sachs e arriva a investitori come Canada Pension Plan Investment Board (soci anche di Fibercop), Davide Leone (ex grande socio delle risparmio) e Norges Bank.
Obiettivo 90% Venerdì 11, giorno di chiusura dell’opas, le adesioni erano cresciute al 58,23%, con il pagamento fissato al 18 settembre.













