È importante ricordare la figura della leader radicale con la consapevolezza che, prima di essere un simbolo, una pasionaria, una politica, era un essere umano, con le sue inevitabili contraddizioniCon la morte di Emma Bonino scompare un altro pezzetto di quella rete storica, quel pantheon femminile, che ha accompagnato la formazione di intere generazioni di donne. La sua presenza molto visibile, molto discussa, in un contesto a larghissima maggioranza maschile, non è mai passata inosservata, con il suo modo concreto, incarnato, a tratti impenitente, di fare politica, o meglio, di essere politica. Non solo militava a favore di determinate idee, ma si impegnava sovente in prima persona per vera ghenoVera Gheno, sociolinguista e traduttrice dall’ungherese, ha collaborato per 20 anni con l’Accademia della Crusca. Dopo 18 anni da contrattista in vari atenei, da fine 2021 è ricercatrice a tempo determinato all’Università di Firenze. Tra le sue pubblicazioni, “Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole” (2021, effequ) e “Grammamanti. Immaginare futuri con le parole” (2024, Einaudi). "Nessunə è normale" (17 giugno 2025, UTET) è la sua diciassettesima monografia. Conduce, per Il Post, il podcast “Amare Parole”. Si occupa prevalentemente di comunicazione digitale, questioni di genere, diversità, equità e inclusione. È membro del Comitato editoriale della Fondazione Editoriale Domani.La foto è di Simona Muscolini