| 11 Settembre 2026 19:02 |

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(Adnkronos) –

Dov’era Donald Trump l’11 settembre 2001? A 25 anni dagli attentati alle Torri Gemelle, ricostruire come il tycoon abbia vissuto quel giorno e quelli immediatamente successivi non è semplice, anche per le diverse versioni fornite nel corso degli anni dallo stesso presidente. Dall’aver assistito agli attacchi dalla Trump Tower all’aiuto prestato a Ground Zero, dalle “centinaia” di operai inviati tra le macerie ai vigili del fuoco che lo avrebbero portato in salvo temendo il crollo di un grattacielo: racconti che The Atlantic, Pbs e diversi fact-checker americani hanno passato al setaccio, trovando in alcuni casi riscontri parziali e in altri nessuna prova.

Le ultime aggiunte alla storia sono arrivate martedì, durante una cerimonia dedicata alle vittime e ai soccorritori. “Stavo costruendo un grande edificio a New York e portai laggiù tutta la squadra subito dopo quello che era successo. Nessuno ebbe esitazioni, vennero tutti con me”, ha raccontato Trump, precisando successivamente di non essere arrivato sul posto il giorno stesso degli attentati, ma “poco dopo”. Il presidente ha poi ricordato di essersi trovato nei pressi di One Liberty Plaza, l’ex U.S. Steel Building, quando si temeva che il grattacielo potesse crollare. “Due vigili del fuoco, due ragazzi grandi e forti, mi presero sotto le braccia e dissero: ‘Dobbiamo andarcene da qui’. Mi sollevarono letteralmente. E non è facile, sono grosso – ha raccontato – Cominciarono a correre portandomi con loro e io dissi: ‘Ragazzi, posso correre da solo'”. Che all’epoca ci fossero timori sulla stabilità dell’edificio è documentato, ma Pbs, PolitiFact e The Atlantic sottolineano che non risultano prove che Trump fosse presente durante quell’episodio o che sia stato portato via dai pompieri. Versioni meno dettagliate dello stesso racconto erano già state fornite dal tycoon nel 2016 e nel 2021.