di Fabio Moioli
Stiamo diventando sempre più bravi a misurare ciò che fa l’intelligenza artificiale. Ma siamo spesso ancora sorprendentemente incapaci di misurare l’impatto che ha sull’organizzazione. Mentre contribuivo alla stesura dell’AI Equity Compass di Valore D, continuavo a pormi una domanda molto semplice: quando diciamo che l’IA sta creando valore, cosa stiamo misurando esattamente?
Nella maggior parte delle aziende, le risposte stanno diventando familiari. Ore risparmiate. Task automatizzati. Tassi di adozione. Costi ridotti. Decisioni più rapide. Numero di casi d’uso implementati. Utilizzo dei token. E, sempre più spesso, cosa è in grado di fare un agente IA. Abbiamo bisogno di queste metriche. Ma ho iniziato a chiedermi se non avessero tutte un elemento in comune: ci dicono principalmente ‘cosa fa’ l’IA. Ci dicono molto meno su ‘cosa l’IA cambia’ attorno a sé.
Questo interrogativo mi è rimasto impresso soprattutto perché l’AI Equity Compass analizza l’IA attraverso tre lenti: Persone, Responsabilità e Sostenibilità Organizzativa. Nel capitolo a cui ho contribuito, dedicato alla ‘leadership individuale e collettiva nell’era dell’IA’, ho sostenuto che la tecnologia è necessaria, ma non sufficiente: l’IA abilita, ma le questioni più difficili rimangono quelle organizzative. Riguardano il modo in cui vengono prese le decisioni, come viene esercitata la leadership, come vengono distribuite la fiducia e l’autonomia, e come viene creato valore nel tempo.







