Per molte imprese il punto di partenza può essere rappresentato da processi concreti, come la preparazione delle offerte, la gestione delle commesse, l’assistenza ai clienti, lo sviluppo software o la ricerca delle informazioni interne. L’obiettivo, però, non è introdurre l’intelligenza artificiale in modo diffuso. È ottenere risultati misurabili. L’analisi di Giuseppe Lieto, responsabile Strategy DigitalPlatforms
L’intelligenza artificiale è ormai entrata stabilmente nelle strategie di investimento delle imprese. Dopo una prima fase dominata dall’entusiasmo e dalla sperimentazione, oggi la domanda è più concreta e riguarda come si misura il valore che l’AI genera realmente. Come ogni investimento aziendale, anche l’intelligenza artificiale deve produrre risultati economici verificabili. Non basta contare licenze acquistate, utenti attivi o documenti generati. Questi indicatori misurano l’utilizzo della tecnologia, non il valore creato. Prendiamo un esempio semplice. Un professionista che, grazie all’AI, prepara una relazione in tre ore anziché in cinque ha certamente aumentato la propria produttività. Ma le due ore risparmiate sono state impiegate in altre attività o sono rimaste capacità inutilizzata?








