Ci sono “u stradon” e “Ndrem d i vicchje” negli oltre 13 km della grotta «Shtares», sulle Alpi albanesi, da diversi anni oggetto delle esplorazioni del Gruppo Speleologico Martinese. Sono le cosiddette sale, ovvero slarghi tra i cunicoli della grotta, a cui gli speleologi danno nomi propri.
L’ultima spedizione, terminata il 23 agosto, si è conclusa con importanti scoperte, con la rilevazione di 1,4 km nuovi e di nuovi passaggi. Secondo le testimonianze di alcuni esploratori, nei meandri sotterranei sono stati trovati anche alcuni esemplari di rarissimi insetti.
«La scoperta principale - spiega Sebastiano Calella, capo spedizione - è avvenuta nella zona della Connezione al termine della Via di Oniro, dove una risalita di quaranta metri ha permesso d’intercettare il nuovo Ramo Radio Alice. Quest’ultimo si sviluppa per circa 500 metri e presenta diverse condotte e un pozzo da discendere, le cui esplorazioni sono state temporaneamente sospese per il terminare del tempo e dei materiali a disposizione».
«Parallelamente alle esplorazioni – ha commentato Alessandro Marraffa, responsabile scientifico della spedizione – abbiamo dedicato ampio spazio al monitoraggio microclimatico e alla ricerca biologica. Sono stati scaricati e riposizionati i termometri di profondità, integrati da un sensore esterno, e sono stati installati due anemometri nelle gallerie della Via di Oniro per analizzare la circolazione dell’aria nelle diverse stagioni dell’anno e si è proceduto al prelievo di campioni di fauna ipogea: anellidi, irudinei, insetti, collemboli, acari, pseudoscorpioni, miriapodi, aracnidi, tricotteri e oligocheti, oltre alla raccolta di campioni microbiologici di patine e vermicolazioni da analizzare nelle prossime settimane».







