«Siamo qui per celebrare il riso, che è un’eccellenza assoluta del nostro agroalimentare, un ingrediente iconico della nostra cucina, uno dei prodotti italiani più apprezzati al mondo. Basta con gli accordi europei con chi fa concorrenza sleale. Cosa può fare lo Stato? Non disturbare chi produce ricchezza». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal palco di Risò a Vercelli, ha aperto il suo intervento dedicato alla filiera risicola italiana.

“Il riso è identità” L’Italia, ha ricordato la premier, è un Paese produttore di riso con un export «di oltre 300 milioni di euro l’anno». Il cuore della produzione si trova soprattutto «in questo pezzo d’Italia tra la Lombardia e il Piemonte», una terra che «da sola copre un quarto dell’intera produzione del continente. Infatti ha l’unica denominazione di origine protetta per il riso che è riconosciuta in Europa», ha aggiunto. Ma in questo territorio, ha sottolineato Meloni, «il riso non è mai stato semplicemente un prodotto»: è «identità, lavoro, cultura e natura, rispetto del territorio e storia». La coltivazione del riso «ha plasmato il territorio, ha creato paesaggi senza fiato» e ha persino compiuto «il piccolo miracolo di portare il mare dove ormai non c’era». Il riferimento è alle risaie allagate in primavera, «il mare a quadretti» fatto di immense superfici che riflettono il cielo e le nuvole. Meloni ha richiamato anche il ruolo del Canale Cavour, «una delle più incredibili opere di ingegneria idraulica d’Italia e d’Europa».