“Per quello che riguarda le accise, noi abbiamo prorogato per qualche altro giorno”. Il premier Giorgia Meloni, a Vercelli, a margine dell’inaugurazione della seconda edizione di Risò, il Festival internazionale del riso, assicura che il governo sta lavorando “lavorando su un provvedimento che vorremmo più targettizzato verso i consumatori e i fruitori che hanno maggiormente bisogno”.“Vorremmo un provvedimento facile, immediato per i cittadini che non crei confusione che è la parte più difficile di questo lavoro e, quindi ha richiesto qualche altro giorno”, spiega ancora Meloni che si dice ottimista del fatto “che i primi giorni della settimana prossima o al massimo settimana prossima arriveremo con il provvedimento”. Il premier, poi, critica l’opposizione che “annuncia le barricate su qualsiasi cosa” ed è convinta della necessità di “mettere in sicurezza questa nazione sul piano energetico” e che “questo si faccia con un mix energetico e ovviamente in un contesto nel quale l’esposizione, in un contesto geopolitico così complesso, non è una buona notizia”. E ancora: “L’energia che noi possiamo produrre dobbiamo cercare di produrla e quindi tanto per quello che riguarda il nucleare, quanto per quello che riguarda l’accelerazione che abbiamo consentito ieri per le regioni di dare concessioni sull’estrazione degli idrocarburi”. Meloni non ha dubbi: “Quello che stiamo cercando di fare è difendere l’autonomia di questa nazione’’. Il premier rivendica anche il lavoro svolto a Bruxelles: “Rispetto al prossimo bilancio europeo - dice - era stata fatta una proposta dalla commissione europea che tagliava i fondi alla Pac, abbiamo ripristinato con una battaglia italiana quei fondi, non perché non riteniamo che l’Europa debba investire in competitività, ma perché - spiega - pensiamo che non sarebbe intelligente considerare l’agricoltura alternativa alla competitività, e non sarebbe intelligente considerare la competitività della nostra agricoltura alternativa all’autonomia strategica”.Meloni, ovviamente, non ha mancato di parlare del Festival del Riso: “Organizzare eventi come questo significa - ha detto - non solo chiaramente riconoscere il lavoro straordinario dei nostri produttori, ma significa creare le condizioni perché l’eccellenza di un dato prodotto, in questo caso l’eccellenza del riso, possa essere conosciuta sempre di più sia in patria sia all’estero”. Il presidente del Consiglio ha definito la filiera risicola “uno dei fiori all’occhiello del made in Italy”, un settore “moderno, integrato, “all’avanguardia”, capace di competere “su tutti i mercati internazionali” e che va difeso “dalla concorrenza sleale di nazioni che non rispettano i nostri stessi standard lavorativi, ambientali e sociali” così come il governo ha fatto finora. A proposito dell’accordo con i Paesi del Sud-est asiatico, Meloni osserva: “Il tema dell’uso dei fitofarmaci che vengono banditi nell’Unione europea e poi sono consentiti in altre parti del mondo e noi accettiamo che poi entrino nel nostro mercato prodotti che utilizzano, appunto, magari fitofarmaci che noi abbiamo vietato ai nostri produttori”. E aggiunge: “Allora la regola base, che è una regola di banale buon senso, è che non si possono fare accordi di libero scambio con nazioni che non rispettano i tuoi stessi standard. Delle due l’una: o abbassi il tuo standard, e non è quello che noi vogliamo fare in Italia proprio perché competiamo sulla qualità del prodotto, oppure devi difendere quello standard, perché -ha concluso Meloni- noi non competiamo sulla quantità, noi competiamo sulla qualità che abbiamo il dovere di difendere”. Meloni, poi, ricorda il lavoro delle mondine e la conquista delle giornate lavorative di 8 ore anziché 12 o 14: “Oggi lo consideriamo un diritto acquisito, ma all’inizio del ’900 è servita una vera rivoluzione che è stata animata, combattuta e ottenuta dalle donne. Sappiamo che era proprio sulle spalle delle donne che ricadeva il peso di uno dei lavori agricoli più faticosi di sempre che è la monda del riso”.Meloni ha annunciato che il governo è al lavoro per predisporre le esequie di Stato non solo per Bonino, ma “anche per l’ex ministro Costa, che è venuto a mancare questa mattina per il quale rinnovo le condoglianze alla famiglia”. Sull’ex leader radicale, poi, ha ribadito: “Io ed Emma Bonino siamo state due donne molto distanti sui contenuti, questo non mi ha mai impedito di rispettare la persona, la sua competenza, la sua autorevolezza e la sua capacità di capire che il ruolo delle donne in questa società, anche nella politica, non è mai qualcosa che devi aspettare che ti concedano gli altri”. E, poi, ha chiosato: “È qualcosa che devi fare la tua parte per prendere, non la devi vivere come una concessione, la devi vivere sempre come una conquista. Su questo eravamo d’accordo”. Sulla legge elettorale, invece, il commento è stato alquanto duro: “Per quello che riguarda il centrosinistra mi pare poco credibile che ci si dica che non è abbastanza, per esempio sulle preferenze, quando le preferenze mancano in questa nazione per l’elezione del Parlamento da oltre 30 anni e quando, non più di un mese fa, la sinistra festeggiava con lo Champagne in Aula per aver affossato l’emendamento che le reintroduceva”. E ancora: “Quindi il tema qui è chi ha consentito che ci fosse la scelta del parlamentare, le preferenze nella legge elettorale e chi invece non lo ha fatto”.Il futuro di Mps, invece, “è una questione che riguarda il mercato, il governo attualmente non ha un ruolo. Sul futuro posso dire poco, sul passato posso dire tanto. Quando noi siamo arrivati al governo - chiosa - Mps era un problema, oggi è oggettivamente un gioiello che infatti è oggetto di molto interesse”. Infine, non è mancato un accenno al risultato delle elezioni locali in Germania: “Penso che la democrazia vada rispettata, non è una questione di mondo valoriale ma anche di rapporti con l’Europa”. Secondo Meloni non bisogna fare “nessun parallelismo con l’Italia, perché in Germania c’è un governo di Grosse Koalition che mette insieme partiti di centrodestra e di centrosinistra”. Il premier non ha dubbi: “Sono soluzioni che, poste le difficoltà a dare una linea chiara su materie importanti per i cittadini, poi producono anche la crescita di questo genere di movimenti. Non è il caso italiano, In Italia c’è un governo di centrodestra, di destra” che dà risposte “anche sul tema dell’immigrazione su cui l’Afd si è affermata”.