Notte di tensione a Ceuta, dove a 40 giorni dall’ingresso in massa di migliaia di migranti dal Marocco sono andate a fuoco 42 baracche, otto auto e quattro cassonetti. L’incendio più esteso è divampato nei pressi dei capannoni della frontiera di El Tarajal, dove circa 200 persone, comprese famiglie con minori, vivevano in accampamenti di fortuna dopo gli arrivi del 30 e 31 luglio. Le famiglie sono state evacuate, non risultano feriti e i vigili del fuoco non escludono l’origine accidentale, provocata da uno dei falò accesi nell’accampamento. Le autorità stanno però verificando eventuali collegamenti con gli incendi dei giorni precedenti e le aggressioni ai migranti. Martedì un gruppo di incappucciati aveva raggiunto all’alba alcuni accampamenti lanciando pietre contro le tende. Un bambino di sei anni era rimasto gravemente ferito dal colpo di una pistola a pallini mentre dormiva con la famiglia. Secondo la denuncia della madre, citata da El País, gli aggressori avrebbero gridato in arabo marocchino “vi bruceremo”.
Intanto resta aperto lo scontro politico e diplomatico sulla crisi nell’exclave della Spagna in Marocco . Il Partito popolare spagnolo ha replicato a Rabat, che respinge ogni responsabilità nell’arrivo in massa dei migranti e accusa l’opposizione spagnola di strumentalizzare la vicenda. Per il partito guidato da Alberto Núñez Feijóo, invece, il Marocco è responsabile “per azione o per omissione” e quanto accaduto costituisce “una grave violazione dell’integrità territoriale della Spagna e, per estensione, dell’Europa” e “un attacco ibrido con una strumentalizzazione dell’immigrazione irregolare”. Il Pp chiede inoltre al governo di Pedro Sánchez di spiegare perché la crisi non sia ancora risolta. Intanto il premier ha incassato il sostegno del presidente del Consiglio europeo, António Costa, incontrato alla Moncloa. Costa ha ribadito “la piena solidarietà della Ue alla Spagna e in particolare alla popolazione di Ceuta davanti alla crisi eccezionale che attraversa”, sottolineando che “le frontiere d’Europa sono sicure solo quando lo sono tutte”.







