Di: AFP/sdr I servizi di intelligence spagnoli avevano segnalato il rischio di “afflussi massicci” di migranti marocchini verso Ceuta già prima che decine di migliaia di persone entrassero nell’enclave spagnola il 30 e 31 luglio. È quanto emerge da una serie di rapporti declassificati mercoledì dal governo di Madrid, documenti che alimentano ora lo scontro politico su quanto le autorità sapessero prima dell’esplosione della crisi.Il premier Pedro Sánchez, annunciando la settimana scorsa davanti al Congresso la declassificazione di una quarantina di documenti, aveva sostenuto che, pur esistendo diversi “rapporti di situazione” sulle condizioni della frontiera, nessuna informazione consentisse di prevedere le dimensioni di quanto sarebbe accaduto. Uno dei documenti del CENIF, il Centro nazionale di intelligence, segnalava tuttavia che erano state individuate “comunicazioni interne” tra gruppi di migranti intenzionati a organizzare incursioni di massa nella notte del 29 luglio 2026. Il rapporto venne pubblicato alla vigilia dell’arrivo di oltre 70’000 migranti nell’enclave spagnola situata in territorio nordafricano. Emergenza migranti a CeutaTelegiornale 31.07.2026, 20:00I contenuti del dossierL’intelligence aveva inoltre registrato quasi mille attraversamenti a nuoto della frontiera marocchina tra il primo e il 28 luglio. Un dato che, secondo gli analisti, “confermava un netto aumento rispetto all’anno precedente” e configurava una “minaccia accertata e prioritaria”. Un’altra “nota urgente” del Centro nazionale di intelligence, datata al pomeriggio del 29 luglio, metteva in guardia dalla preparazione di diversi appelli all’azione finalizzati a organizzare ingressi a Ceuta. I messaggi circolavano soprattutto attraverso gruppi Facebook, uno dei quali contava oltre 160’000 membri.Sánchez ha però ribadito che il governo non aveva ricevuto alcun rapporto dal quale fosse possibile anticipare la reale portata degli eventi. Il premier ha inoltre sottolineato che nei documenti non vi erano “prove solide” che consentissero di sostenere che il Marocco avesse pianificato o provocato direttamente l’incidente. Un rapporto declassificato dell’intelligence militare, diffuso a mezzogiorno del 30 luglio, valutava infatti come “altamente probabile” che le autorità marocchine non stessero incoraggiando attivamente l’ondata migratoria. Nello stesso documento veniva però sottolineato che Rabat aveva fino a quel momento agito con “negligenza e passività”. È proprio su questa distinzione che si concentra ora lo scontro politico. L’opposizione accusa il governo di non essere intervenuto nonostante i numerosi segnali d’allarme e gli rimprovera di voler sollevare il Marocco dalle proprie responsabilità nell’afflusso di migranti verso Ceuta.“Il governo era al corrente di tutto ciò che stava accadendo. Disponeva delle informazioni ed è direttamente responsabile dell’invasione di Ceuta”, ha dichiarato Ester Muñoz, portavoce al Congresso del Partito popolare, nel corso di una conferenza stampa. Ceuta: Sanchez si difendeTelegiornale 03.09.2026, 19:55