Partenze in controtendenza cercasi. E offresi. Alla (quasi) fine dell’estate torna in primo piano il tema di destagionalizzare le vacanze, prolungando attrazioni e prenotazioni invitanti anche in autunno, momento magico – soprattutto in Italia - per trascorrere giornate di stacco dagli impegni sia al mare che in montagna. Tra le formule che più di altre stanno conquistando il turismo “fuori stagione” brilla il glamping, campeggio in veste glamour (da cui il termine “glamping”), che sta vivendo un vero e proprio boom dentro un mercato già ampio: nel 2025 il turismo all’aria aperta italiano ha superato i 74 milioni di presenze con un fatturato di 8,5 miliardi di euro tra diretto e indotto.
Il glamping, inoltre, compare anche nella classificazione delle attività economiche dell’Istat che dal 2025 per la prima volta ha inserito la voce dedicata ai “villaggi turistici e alloggi glamping” fino ad allora inclusi genericamente tra campeggi e villaggi turistici. La differenza è semplice: nel camping l’ospite arriva generalmente con la propria tenda, caravan o camper; nel glamping trova un alloggio già predisposto. Può essere una tenda lodge, una cupola, una cabin o un’altra sistemazione, spesso dotata di letto, climatizzazione e veranda, fino alla vasca idromassaggio privata nelle soluzioni più esclusive. Dentro la stessa definizione convivono quindi soluzioni molto diverse. E destinazioni: dal mare si è spostato anche verso campagne ed entroterra, ha allungato la stagione oltre l’estate con alloggi isolati e riscaldati, e sempre più spesso punta sulla sostenibilità, tra materiali naturali e autonomia energetica, aiutando a superare la concentrazione estiva tipica del campeggio.






