Mettiamoli in fila i nostri quattro allenatori, infilzati dallo spiedino della Champions. Fàbregas è un genio/studioso, ormai è assodato. Fa giocare il Como come un concentrato di particelle in movimento influenzate tra di loro. Il Como mette in pratica quello che in gergo scientifico viene definito entanglement (groviglio), un fenomeno della meccanica quantistica per cui due o più particelle si legano tra di loro anche a distanza, in maniera tale che lo stato di una determina contemporaneamente anche lo stato dell’altra. In pratica al movimento di un giocatore, con e senza palla, corrisponde un relativo aggiustamento del resto della squadra. Il risultato è il caos e l’armonia, un’azione sempre sorprendente ed efficace che provoca il costante disorientamento degli avversari. Contro il Lipsia sembrava la partita dei bambini bravi contro quella dei bambini scarsi. I primi, organizzati, tirati a lucido, giunti sul posto con il pullman, i secondi sempre in affanno, con le magliette stinte, arrivati al Sinigaglia con auto vecchie e smarmittate. Solo Martin Demichelis, l’allenatore dei tedeschi, sembrava ben definito, così azzimato nei contorni, con i capelli paralizzati verso l’alto, ma forse anche per questo un po’ ottuso, calcisticamente parlando, travolto dalla superiorità lariana (era un bel po’ che volevo usare questa parola). Il Como, alla prima in Champions, ci ha fatto ancora una volta capire dove stia andando il calcio, se vogliamo tornare a vincere qualcosa.L’Inter di Chivu ha proposto schemi ormai conosciuti. La squadra gioca bene, ma è troppo prevedibile e ogni tanto si deconcentra. A Madrid si è fatta due gol da sola e poi ha sprecato in attacco. L’allenatore dell’Inter deve tornare su certi errori per non disperdere in Europa tutto il talento di cui dispone in Italia. Gasperini ha ancora una volta dimostrato di essere un allenatore coraggioso. In Turchia ha dominato il primo tempo e poi commesso errori individuali che avrebbero potuto comportare la sconfitta. Quello che resta della partita della Roma è la costante impressione di una squadra che vuole imporre il gioco, con ritmo e velocità. Rispetto al Como sembra, e sottolineo sembra, spendere di più sul piano fisico, un limite su cui Gasperini ha bisogno di lavorare a prescindere dalle alternative che si ritrova in panchina.Infine Allegri, il più infilzato dei quattro. Sempre un po’ in affanno, preoccupato della difesa ma poco costruttivo in attacco. Giocando in questa maniera il Napoli diventa un cortomuso alla rovescia. Perde di misura in quanto intimorito dall’abbondanza. Allegri, ossessionato dall’equilibrio, dovrebbe lasciarsi andare un po’ di più, con l’incoscienza dei colleghi più giovani. Perché giocando sempre in bilico, basta un passetto falso sulla corda per cadere.
Il bilancio delle squadre italiane dopo la prima giornata di Champions League
Il Como ha vinto, la Roma ha pareggiato, Inter e Napoli hanno perso. Dall'entanglement di Fàbregas al cortomusismo al contrario di Allegri










