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Di solito in Champions League, il più importante torneo di calcio in Europa, si vedono quasi sempre le solite quattro o cinque squadre italiane: Milan, Inter, Juventus, Napoli, Roma, talvolta la Lazio. Ma è anche capitato che, grazie a stagioni particolarmente buone, ci arrivassero squadre minori. L’ultima è il Como, che sette anni fa era in Serie D e giovedì giocherà la sua prima partita di sempre in Champions League.

La prima squadra italiana a debuttare in Coppa dei Campioni (come si chiamava la Champions League fino a prima del 1992) fu il Milan. Lo fece nel 1955, nella prima edizione del torneo, ideata dal giornale francese L’Équipe. Vi parteciparono appena 16 squadre, una per paese, e il Milan fu ammesso in quanto campione d’Italia in carica.

L’anno successivo toccò alla Fiorentina, sempre come vincitrice della Serie A. Esordì contro gli svedesi del Norrköping e riuscì ad arrivare fino in finale, poi persa contro il fortissimo Real Madrid. All’epoca la competizione era però più piccola e breve di oggi: la maggior parte delle squadre entrava direttamente agli ottavi, mentre oggi invece la Champions League prevede una fase a campionato con 36 squadre e otto partite per ciascuna, seguita da eventuali playoff e dalle successive fasi a eliminazione diretta.