Il mondo dello spettacolo italiano saluta Elio Zamuto, pseudonimo di Elio Mazzamuto, morto all'età di 85 anni. L'artista si è spento il 9 settembre a Oriolo Romano, in provincia di Viterbo. Era nato a Siracusa il 1° maggio 1941, e in oltre cinquant'anni di carriera, aveva lavorato tra cinema, televisione, animazione e direzione del doppiaggio. La notizia della scomparsa è stata condivisa anche dai figli sui social, con un lungo messaggio del figlio Nicolas dedicato al padre.

Dal poliziottesco alla televisione

Iniziata a metà degli anni Sessanta, la carriera di Zamuto trovò terreno fertile nel cinema di genere del decennio successivo. Fu uno dei volti ricorrenti del poliziottesco all'italiana, spesso chiamato a vestire i panni dell'antagonista, del criminale o del rappresentante delle forze dell'ordine.

Tra i titoli che lo videro nel cast figurano Milano violenta, Napoli violenta, La banda del trucido e Il mammasantissima, oltre a Il poliziotto è marcio di Fernando Di Leo. Recitò anche accanto a Renato Pozzetto in Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective.

Il piccolo schermo gli riservò ruoli di rilievo. Nella serie Qui squadra mobile interpretò il capo della sezione rapine Alberto Argento, confermando una presenza costante nelle produzioni televisive dell'epoca. A consegnarlo in modo definitivo alla memoria collettiva, tuttavia, è stato il doppiaggio.