Il nuovo framework europeo per l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale nella scuola primaria e secondaria propone una definizione dell’AI literacy che merita attenzione per la sua ampiezza [Commissione europea, Oecd, Empowering Learners for the Age of AI, 2026]. Le competenze considerate riguardano la comprensione del funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale, la valutazione critica dei loro output, l’uso responsabile e creativo, la capacità di gestire la delega di compiti e, in una prospettiva più avanzata, di contribuire a “plasmare” sistemi coerenti con valori umani e finalità socialmente desiderabili.
Trovo particolarmente significativo questo ampliamento del concetto di alfabetizzazione. L’oggetto educativo non è più soltanto l’acquisizione di familiarità con una nuova classe di strumenti, bensì lo sviluppo della capacità di comprendere e orientare relazioni sempre più dense tra persone, tecnologie, istituzioni e contesti sociali.
È un terreno sul quale lavoro da molti anni attraverso l’approccio sociotecnico [Sociotechnical constituencies as processes of alignment, 1995]. Una tecnologia non esiste mai come entità separata dal sistema sociale nel quale viene concepita, sviluppata e usata. Le sue caratteristiche tecniche incorporano scelte, priorità, modelli organizzativi, interessi e visioni del mondo; allo stesso tempo, la sua diffusione modifica comportamenti, strutture, opportunità e rapporti di potere.







