Ecco l'intervista all'ANSA di Emma Bonino per i 10 anni dalla morte del leader radicale.
"Marco ha segnato la mia vita come nessun altro, e di questo a mio modo gli sono stata e gli sono immensamente grata". Dalle parole di Emma Bonino - una vita intera di battaglie accanto a Pannella, un allontanamento negli ultimi anni per lei doloroso e incomprensibile - emerge l'affetto e il ricordo per un uomo "imprevedibile", dalla "vita politica straordinaria e appassionata", "a suo modo e con i suoi modi un padre della Patria".
D. Ricorda il vostro primo incontro? E se lo dovesse descrivere con una scena, un ricordo personale, quale sceglierebbe?
R. Eravamo a casa sua, una casa piccola, cucinava lui: pasta, un chilo di ditalini per tre persone, conditi con un panetto di burro...una cena pesantissima. Ero con Adele Faccio. Pioveva tantissimo, dormimmo a casa sua e la mattina successiva Rolando Parachini chiamò per dire che avevano arrestato Gianfranco Spadaccia per le disobbedienze civili sull’aborto. É il primo ricordo personale e politico con Marco, con lui era impossibile scindere politico e personale. Ed è anche quello che scelgo.
D. Qual è l'eredità che Pannella ha lasciato alla politica italiana? L’attenzione alla 'politica della casa e del letto e non solo della fabbrica'? I metodi non convenzionali nella comunicazione? Il protagonismo del leader? L’ostruzionismo?












