Corre veloce il cloud di Oracle, coi conti del primo trimestre fiscale oltre le attese che attenuano i timori degli investitori sul piano di spesa per l’intelligenza artificiale. E ovviamente l’entusiasmo si trasferisce immediatamente sul mercato, col titolo che guadagna fino al 7% già nelle contrattazioni del pre-market.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIPiù nel dettaglio, nel trimestre Oracle ha firmato oltre 30 miliardi di dollari di nuovi contratti cloud legati all’AI e ha portato il totale a 664 miliardi. Tre mesi prima era a 638 miliardi. Gli analisti, secondo i dati di Visible Alpha, stimavano 639,89 miliardi.I ricavi sono cresciuti del 30% a 19,3 miliardi di dollari, contro i 19,14 miliardi indicati dal consenso raccolto da LSEG. L’infrastruttura cloud, la divisione che affitta capacità di calcolo alle aziende, è salita del 121% a 7,4 miliardi, sopra i 7,19 miliardi previsti dagli analisti interpellati da Bloomberg. Per l’intero esercizio 2027 la società ha ritoccato al rialzo la previsione di utile per azione rettificato, da 8,05 a 8,10 dollari, e indica ricavi per almeno 90 miliardi. Le stime sul secondo trimestre, con ricavi in crescita tra il 30% e il 34%, sono in linea con quelle del mercato.Resta il tema della spesa. E non è un dettaglio. Perché gli investimenti del trimestre hanno raggiunto 28,5 miliardi di dollari, di cui circa 18 miliardi di esborso netto di cassa, mentre gli analisti ne prevedevano 19,38. La direttrice finanziaria Hilary Maxson ha spiegato ai giornalisti che la gran parte dei nuovi contratti prevede pagamenti anticipati da parte dei clienti o formule in cui è il cliente a fornire l’hardware, e che quindi non richiede capitale aggiuntivo. Maxson ha aggiunto che nel trimestre il portafoglio contratti ha iniziato a convertirsi in ricavi in misura significativa. Tra giugno e agosto Oracle ha messo in funzione 850 megawatt di nuova capacità nei data center.Negli ultimi mesi il titolo ha pagato proprio questi dubbi. Da inizio anno perde oltre il 21%, mentre l’S&P 500 guadagna quasi l’11%. A luglio S&P Global ha abbassato il rating del gruppo per la debolezza dei flussi di cassa e l’aumento del rischio operativo. Inoltre, sul progetto Stargate sono circolate notizie di ritardi nei cantieri, legati alla disponibilità di manodopera, ai permessi e all’accesso all’energia.