HomeCronacaGaia Tortora: “Emma Bonino, la coerenza che vince quando la politica perde. I Radicali candidarono mio padre, innocente vittima della giustizia”La giornalista: “i radicali perdevano quasi sempre le elezioni, e quasi sempre vincevano la storia. Il suo garantismo scomodo non è per me un capitolo astratto. Mio padre, Enzo Tortora, lo ha conosciuto sulla propria pelle”Emma BoninoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciC'è una parola che negli ultimi trent'anni di politica italiana è diventata quasi sospetta: coerenza. Emma Bonino, morta oggi a 78 anni, l'ha portata addosso come una divisa per mezzo secolo, in un mestiere che premia chi cambia casacca più spesso di chi resta fermo.
È entrata in politica sull'aborto, negli anni Settanta, da minoranza quasi eretica in un paese cattolico. Ne è uscita ancora lì, sugli stessi diritti, sulla stessa idea di Europa, sulle stesse battaglie impopolari — e nel mezzo ha attraversato ministeri, il Parlamento europeo, la Commissione UE, restando riconoscibile anche a chi la detestava. Non è un dettaglio biografico: è il punto.
E qui c'è il paradosso che vale la pena raccontare bene: i radicali di Bonino perdevano quasi sempre le elezioni, e quasi sempre vincevano la storia. Divorzio e aborto sono passati con lei minoranza nei numeri parlamentari. Ha continuato con la stessa logica anche sulla giustizia — garantismo, battaglie contro l'ergastolo ostativo, contro il sovraffollamento carcerario, per i diritti dei detenuti: terreno su cui i radicali sono stati per decenni una voce isolata e scomoda, spesso derisa come minoritaria, salvo poi vedere alcune di quelle battaglie riprese — parzialmente e tardi — dal dibattito pubblico. Anche qui, la storia le ha dato più ragione della politica del suo tempo.







