Era nata dentro una famiglia di 'ndrangheta e portava il cognome dell'uomo che ordinò di uccidere sua madre. Il 19 ottobre 2013, al funerale di lei, disse: «Grazie per avermi dato una vita migliore»
Si definiva «un’orgogliosa testimone di giustizia», eppure ieri si è tolta la vita. Denise Costo aveva solo 20 anni quando, davanti alla corte d’assise di Milano, prese la parola e raccontò quello che sapeva dell’omicidio di sua madre, Lea Garofalo: l’uomo accusato di averlo ordinato era l’uomo che l’aveva cresciuta. La sua deposizione contribuì alle condanne. E il 18 dicembre 2014 la Cassazione rese definitivo l’ergastolo per suo padre, Carlo Cosco, e suo zio Vito.
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Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo, si è tolta la vita
Denise aveva trentacinque anni e un bambino di quasi quattro. Figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa a Milano nel novembre del 2009 dalla ’ndrangheta, di lei quasi nessuno conosceva il volto: viveva da anni con un’altra identità, in un luogo che non si poteva dire. Ma la sua non è soltanto la storia di una figlia rimasta orfana: è quella di una ragazza giovane che ha fatto una scelta difficile a vent’anni e l’ha pagata per i quindici successivi. Con un epilogo tragico.










