Le presunte spese private con soldi pubblici dell’ex presidente del consiglio comunale Leonardo Iaccarino al centro dell’udienza di ieri in Tribunale a Foggia del processo a 14 imputati per le presunte tangenti a Palazzo di città. Sono accusati a vario titolo di tentata concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato. Proprio Iaccarino - nell’inchiesta è sia imputato reo confesso di una corruzione, sia grande accusatore dell’ex sindaco, sia vittima di una calunnia - e l’ex primo cittadino Franco Landella sono i principali imputati.
Dei tue testi d’accusa previsti per parlare degli acquisti di Iaccarino - il titolare di un vivaio e un farmacista - era presente soltanto il secondo, Stefano Tartaglia. Con l’accordo tra accusa e difesa non è stato necessario interrogarlo perché è stato acquisito agli atti il verbale d’interrogatorio reso alla Digos in Questura il primo giugno 2021 (un mese prima c’era stato il doppio blitz con l’arresto prima di Iaccarino finito inizialmente in cella, quindi di Landella posto per qualche giorno ai domiciliari). Disse d’essere fornitore del Comune; di conoscere Iaccarino che qualche volta si era recato nella sua farmacia; parlò di un acquisto eseguito nell’autunno 2020 relativo a gel igienizzante, sapone, termoscanner, al che il farmacista sollecitò una richiesta scritta proveniente dal Comune, gli fu inviata una mail con regolare richiesta di fornitura da parte della presidenza del consiglio, fornitura ritirata da Iaccarino; non ricevette alcun pagamento dal Comune. Si torna in aula il 25 febbraio per l’interrogatorio di un poliziotto della Digos sulle indagini svolte.






