Ripercorrendo la tragica scomparsa di una figura simbolo del riscatto dalla criminalità organizzata, don Luigi Ciotti ha affidato alle pagine del Corriere della Sera un toccante e profondo ricordo di Denise Cosco. La giovane donna, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, si è spenta dopo un’esistenza segnata da ostacoli inenarrabili e ferite profonde. La sua è stata una vita vissuta costantemente sul filo di un equilibrio precario tra il dolore per le tragedie familiari e la forza morale di opporsi alla violenza. Don Ciotti ne descrive il percorso con parole cariche di commozione, ricordando che “il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l’intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio”.Nel suo intervento sul quotidiano di Via Solferino, il sacerdote esprime la sofferenza di una comunità intera che ha cercato di proteggerla e accoglierla, evidenziando come qualcosa si sia spezzato nell’anima di Denise e nell’intero corpo sociale che la sosteneva. “Denise era una giovane ragazza quando l’abbiamo incontrata per la prima volta, insieme alla mamma Lea Garofalo, che ci aveva chiesto aiuto”, sottolinea don Ciotti, rievocando gli anni difficili caratterizzati da minacce, trasferimenti e dalla costante sensazione di essere “contesa fra due mondi: quello infantile degli affetti e quello adulto delle responsabilità e delle scelte”. La scelta di Lea Garofalo di sottrarre la figlia a un ambiente tossico e mafioso per regalarle un futuro libero si è scontrata con la spietatezza dei clan, che non hanno perdonato quella ribellione.
Addio a Denise Cosco, il ricordo di Don Ciotti: "Sofferente e coraggiosa, ora è riabbracciata a mamma Lea" (Calabria 7)
Ripercorrendo la tragica scomparsa di una figura simbolo del riscatto dalla criminalità organizzata, don Luigi Ciotti ha affidato alle pagine del Corriere










