HomeBolognaPoliticaLa ricetta di Gabrielli: “Un Cpr in Emilia? Sì, con dignità e umanità”L’ex capo della polizia alla Festa dell’Unità a Bologna: "Sicurezza, non repressione". E poi sulle zone rosse: "Spostano il problema e creano danni economici"La ricetta di Gabrielli: "Un Cpr in Emilia? Sì, con dignità e umanità"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 11 settembre 2026 – "Sulla sicurezza dobbiamo tenere insieme il contenimento degli effetti, ma allo stesso tempo dobbiamo lavorare sulle cause. Altrimenti non se ne esce". Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, sembrerebbe pronto a scendere in campo con il campo largo. Lo fa intendere, lo fa sentire, lo fa pensare. Da come critica il boom di decreti dell’attuale governo Meloni, pessando per politiche repressive messe in campo per i minori, fino ai temi dell’immigrazione e dei rimpatri. E poi richiama la figura di questo fallimento nella nascita del partito di Roberto Vannacci e definisce un disastro ciò che hanno creato i decreti Caivano e Cutro. Ma anche criticando in parte quanto non fatto dal centrosinistra in questi anni di opposizione.
Così, ieri sera, è stato ospite della Festa dell’Unità di Bologna. Ha dialogato con il sindaco Matteo Lepore, poi sul palco, intervistato da Valerio Baroncini, vicedirettore de il Resto del Carlino, ha analizzato la morte di Abderrahim Fakir e le "troppe renponsabilità per i poliziotti", ha affrontato il tema del disagio mentale e il caso di Salim El Koudri che ha investito i civili a Modena. E poi le zone rosse a Modena a Bologna, la possibilità di un Cpr in Emilia, "inevitabili, ma il punto è come si fanno, qual è il rispetto della dignità di queste persone, i tempi abnormi con cui queste persone sono trattenute", e la presenza della criminalità organizzata in Emilia-Romagna. Temi che per 38 anni hanno impegnato Gabrielli in diversi ruoli istituzionali apicali.






