Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, intervistato dal vicedirettore Valerio Baroncini. Introduzione di Alessandro Erriquez, sindaco di Castello d’Argile"Sulla sicurezza la modalità è che ognuno si assuma le responsabilità per le parti che gli competono, non quella di scaricare la responsabilità a seconda delle convenienze". Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, è da poco arrivato alla Festa dell’Unità al parco Cevenini. A fianco del sindaco Matteo Lepore parla di sicurezza, un tema molto caro alla città e all’opposizione, così come interviene sulla morte di Fakir, sulla gestione dell’ordine pubblico, sulla possibilità, lanciata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, di aprire un Cpr a Bologna e sulle zone rosse sparse per la città.
"È conveniente immaginare che tutto dipenda dal sindaco, quando questo non è assolutamente vero", prosegue Gabrielli, facendo riferimento quindi alla poca presenza dell’attuale governo sul territorio. Un assist a Lepore che parla subito di proposta alternativa ai fallimenti di Meloni & C. "Noi vogliamo collaborare col governo come sindaci italiani. L’abbiamo detto, ci siamo messi a disposizione, ma non possiamo collaborare sul nulla. I cittadini chiedono che il sindaco lavori sulla sicurezza insieme alle altre istituzioni. Credo che la sinistra debba su questo costruire una proposta alternativa a una destra che a livello nazionale ha evidentemente fallito". Insomma, servono proposte concrete. Come, ad esempio, una sicurezza urbana integrata, oltre a un maggior interesse per la cura della salute mentale. "Noi abbiamo chiesto al prefetto, anche in questi giorni, di avere un un tavolo di lavoro, un’iniziativa comune fra Regione, Ausl, Prefettura, forze dell’ordine e Comune. Non solo per gestire i casi come quello di Fakir, ma più in generale per capire come lavorare in strada meglio. Firenze è un modello molto interessante, ci sono unità di strada legate alla salute mentale. Penso che sia arrivato il momento che anche a Bologna", conclude Lepore.







