Intesa Sanpaolo accelera nella scalata al Monte dei Paschi di Siena con il via libera dei soci all'aumento di capitale a servizio dell'Opas da 30,6 miliardi. «Un passaggio fondamentale per realizzare l'operazione» dice il ceo di Ca' de Sass, Carlo Messina. Con il 63,9% del capitale presente, attraverso il rappresentante designato ha votato a favore dell'operazione il 96,96% dei soci. Un voto plebiscitario. E come previsto, a sostegno del piano annunciato da Messina si è schierato il 69,6% dei fondi istituzionali presenti e il 29,5% delle Fondazioni di origine bancaria. A favore dell'Opas si sono espressi molti fondi come Norges che sono azionisti anche di Siena. Dal Sud America è arrivato il plauso del presidente di Confindustria Emanuele Orsini: «Un pezzo di Paese dimostra di credere nell'Italia».

Parlando di Generali il cui 13,3% è controllato da Mps attraverso Mediobanca, ha detto: «Preferisco che il nostro risparmio sia gestito da italiani, piuttosto che da francesi», ha detto. Messina, quindi, ha sottolineato come il «Monte dei Paschi di Siena rappresenta una storia unica nel panorama bancario mondiale». Motivo per cui Intesa intende «preservare e valorizzare» il Monte «all'interno di un progetto industriale più ampio, più solido e con maggiori possibilità di crescita».Il banchiere ha ricordato che è prevista «l'acquisizione di una quota di Generali, in un'ottica puramente finanziaria», ma rappresenta «un significativo valore, sotto il profilo della stabilità dell'azionariato e dell'indipendenza» del Leone di Trieste. Così come Mediobanca di cui Messina intende «valorizzarne il marchio, le professionalità e le capacità distintive all'interno di un gruppo più grande».Se l'operazione avrà successo, Intesa Sanpaolo cederà a Unipol circa la metà delle filiali della banca toscana che poi saranno acquisite da Bper, Mediobanca e la quota Generali rimarranno sotto il cappello della banca milanese.Intesa stima di procedere a 13.100 assunzioni entro il 2029 quando l'utile netto dovrebbe superare i 16 miliardi a fronte degli 11,5 miliardi previsti nel piano d'impresa presentato all'inizio di quest'anno. Una crescita che premierà gli azionisti ai quali nei prossimi quattro anni saranno redistribuiti 61 miliardi di euro (11 miliardi in più rispetto al piano originale).Secondo Messina, quindi, l'integrazione con il Monte è «l'acceleratore di una strategia di crescita che sta già producendo risultati importanti». Dal punto di vista industriale, il banchiere ha poi ricordato il coinvolgimento di Unipol "in caso di successo dell'Opas" per la creazione del secondo gruppo bancario nel nostro Paese, con una forte base azionaria italiana, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni.Ernesto Delle Rive, presidente Ancc Coop, azionista al 7% di Unipol, è un convinto sostenitore dell'operazione: «È tutta italiana e consente di dare ordine a un mondo in perenne stato di agitazione». Intesa punta a completare l'iter autorizzativo entro la fine di ottobre per poi andare sul mercato con l'offerta a novembre. Un mese e mezzo prima di quando potrebbero partire quelle di Mps che ieri ha depositato in Consob i documenti delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali. «Chi è partito due mesi prima ha due mesi di vantaggio» ha detto all'AdnKronos Mario Comana, professore ordinario di Economia alla Luiss.