DALLAS. La Convention repubblicana per le elezioni di Midterm finisce nel pieno stile di quelle tradizionali: migliaia di palloncini dorati e con i colori della bandiera americana cadono sulle teste dei delegati e sul palco mentre la musica inonda l’arena di Dallas. Sul palco è la voce del tenore Christopher Macchio a intonare “America The Beautiful” e poi il Nessun Dorma dalla Turandot. Donald Trump nella seconda serata della manifestazione di Dallas, ha ceduto – ma solo per uno spicchio di notte – i riflettori a JD Vance. Il vicepresidente tiene il keynote speech prima di restituire il palco al boss che chiude l’evento riassumendo lo speech del giorno prima e facendo fra risate e convinzioni varie recitare una pledge of allegiance a se stesso. I delegati giurano che voteranno (per i repubblicani) o “altrimenti andrete all’inferno”, sghignazza Trump decisamente più tonico rispetto a mercoledì e pronto a sfidare l’evidenza descrivendo il catino dell’American Airlines Center stracolmo “con migliaia di persone fuori”. Non è così, i posti vuoti al terzo anello sono straripanti, ma vero è che c’è molta più gente della sera prima. I temi sono quelli che hanno scandito i 109 interventi e video della due giorni: il voto di Midterm è per l’agenda del “buon senso” trumpiano e contro l’ascesa “della sinistra radicale” ormai definita, secondo i gusti degli oratori, “socialista” o “comunista”, comunque “di persone folli” che vogliono distruggere i valori dell’America e “dell’Occidente”. Una litania che durerà presumibilmente per i prossimi 50 giorni di campagna elettorale in ogni angolo d’America dove i repubblicani – sondaggi e ricerche alla mano – faticano più dei democratici a disegnare una mappa elettorale che consenta non solo di tenere la maggioranza alla Camera ma pur di preservare quella al Senato. Si vedrà se l’effetto Convention produrrà vittorie o sconfitte. Prima del ciclone Trump però è JD Vance il protagonista. Sembra a tratti la “sua” Convention, quasi un’investitura anticipata a colui che si prepara a correre per la presidenza nel 2028. Quando all’inizio del suo intervento ci sono cori per il “presidente 48” è lui stesso a calmare i sostenitori, ricordando che prima ci sono le Midterm e poi si penserà altro. A Dallas però la sensazione è che le tessere del mosaico delle prossime presidenziali stiano andando a posto. Ieri il vicepresidente ha tenuto un evento di raccolta fonti (2 milioni), ha incontrato delegati e donatori e pure Trump, raccontano, sarebbe ormai convinto che il cavallo su cui puntare è il vicepresidente. Rubio, segretario di Stato, ha confermato a più di una persona di non aver intenzione di correre. Qualche avversario, Vance, per le primarie lo troverà strada facendo. Forte il nome di Ted Cruz, senatore del Texas, che è intervenuto ieri alla Convention. JD Vance ha citato i successi dell’Amministrazione, ricordato la morte dell’amico Charlie Kirk - un anno fa durante un evento nello Utah – definendolo un esempio e rilanciato il tema della sfida fra “Buon senso” e fra il partito “che odia l’America” e i suoi valori. C’è stato un momento di contestazione quando una persona ha sventolato una bandiera messicana. “Caro amico mio, se ami tanto il Messico, porta le tue chiappe là. Ti compro il biglietto aereo”, ha detto mentre dal pubblico si alzava il grido U.S.A.-U.S.A. Nell’invocare il voto per i repubblicani, Vance ha detto che non serve condividere tutto quel che lui pensa, non serve sposare tutta l’agenda, ma “non consegnate il Paese a dei pazzi”. I democratici hanno mandato in bancarotta “il nostro Paese e lo hanno ridotto in povertà”. Fra i “pazzi” ha citato James Talarico che "parla sempre dei transgender. Non so voi ma io non vorrei vedere cosa c'è nelle ricerche sul suo browser”, ha commentato. Poi ha preso di mira i democratici del Colorado, convinti che l'11 settembre era inevitabile, e su quelli del Michigan che hanno dichiarato che l'America meritava gli attacchi. “Il nostro Paese non appartiene ai burocrati né al miglior offerente. È questo il messaggio che dobbiamo inviare ai democratici a novembre”. Cala il sipario. Trump ieri sera è rientrato a Washington, stamane sarà al Pentagono per la cerimonia di commemorazione dei 25 degli attacchi jihadisti. Vance invece volerà a New York. Poi per 7 settimane occhi puntati sulle Midterm.
Le prove di Vance per le presidenziali del 2028: “I democratici il partito che odia l’America”
Il vicepresidente americano: «Non consegnate il Paese a dei pazzi»











