DALLAS. «In 55 giorni gli americani andranno a votare in una delle più importanti elezioni della nostra storia. Il vostro voto deciderà se il Paese inciamperà ai blocchi di partenza dei suoi prossimi 250 anni, oppure se balzerà in avanti senza mai più voltarsi indietro». Donald Trump chiude la prima serata della Convention per le Midterm – una prima volta assoluta nella storia Usa – chiamando il suo popolo alla mobilitazione. Tiene un discorso fiume, 1 ora e 47 minuti, nell’American Airlines Center di Dallas, (l’arena dei Mavericks dell’Nba) in cui salta dalla partitura del teleprompter all’improvvisazione in cui snocciola battute e aneddoti come fosse in un rally. E in fondo questa Convention è un’estensione di un mega comizio, a condirlo ci sono gli interventi di alti big e personalità repubblicane. Se la partecipazione misura l’entusiasmo e anticipa la mobilitazione repubblicana in vista delle Midterm, qualche brivido deve essere corso fra le file del Gop. Un’ora prima dell’intervento del presidente l’arena piena al 60 per cento, il terzo anello deserto. Quando parla il leader la percentuale si alza di poco e gli spazi vuoti colpiscono. Trump finge di non vederli. Lo schema lungo il quale si muove il presidente è quello previsto: dipingere le prossime elezioni come la contrapposizione fra cui ha «un’agenda che distrugger le finanze e ha portato a quattro anni di disastri e morto sotto la gestione di Sleepy Biden» e chi invece «vuole finire il lavoro iniziato nei più grandi primi due anni della storia della presidenza». In sintesi, dice Trump, la scelta è semplice: «consegnare il futuro dell’America alla sinistra radicale o votare repubblicano e lasceremo il mondo mangiare la polvere per le generazioni a venire». È il canovaccio su cui si snoda tutto il discorso con il presidente che ha riassunto “i successi” della sua Amministrazione, dagli ingressi di illegali dal confine Sud azzerati; al grande taglio delle tasse contenuto nel Big Beautiful Bill approvato lo scorso anno; alla riduzione del prezzo dei farmaci; alla fine delle tasse sul lavoro straordinario, sulla social security e sulle mance; alle tariffe che hanno riportato lavoro negli Usa e a 19mila miliardi di investimenti dall’estero. Tutte cose, spiega Trump, che «non avrei fatto senza l’aiuto dell’incredibile maggioranza repubblicana alla Camera e al Senato». È questo schema che deve ripetersi quindi la sera del 3 novembre quando gli americani si saranno espressi nelle elezioni di Midterm. Quando Trump parla da un’ora, consegna al pubblico, “la notizia”. Che è una promessa: quella di destinare 5mila dollari in dividendi per ogni adulto se i repubblicani manterranno la maggioranza al congresso. Unica condizione – precisa – è che i soldi siano spesi negli Stati Uniti. È il tentativo, molto concreto, di corteggiare una fetta di elettori ben più ampia della sua base Maga che ancora lo adora (popolarità al 90%) e cercare voti fra gli indipendenti e i moderati. Trump ha dipinto gli avversari democratici – oltre che con il nomignolo coniato di recente di “Dumbcrats” – come radicali estremisti di sinistra, ormai andati ben oltre il socialismo e appiattiti su una agenda comunista. Sono iperboli retoriche, che hanno però buon gioco e semplice utilizzo. In quasi tutti gli interventi della prima giornata della Convention infatti gli oratori hanno evidenziato la svolta “comunista” dei democratici. Oltre a battute e gestualità che hanno strappato risate e boati, Trump è stato anche molto concreto nell’indicare quali sono i bersagli su cui ci si deve concentrare per mantenere la maggioranza repubblicana. Il Senato soprattutto dove i pericoli vengono da Texas, North Carolina e Michigan. Ha citato i rivali Roy Cooper, James Talarico e Abdul El Sayed e chiesto di sostenere i repubblicani per i quali ha aggiunto è pronto a fare campagna elettorale e a visitare gli Stati in bilico “non una ma più volte”. Di fatto l’annuncio che i prossimi 55 giorni, la sua presidenza diventerà itinerante e che comizi ve ne saranno molti a sostegno dei candidati “pericolanti” del Gop. Questa sera Trump farà il bis, chiuderà la due giorni di lavoro ma «non ripeterò le stesse cose, sarò breve, dirò che vi voglio bene». Il duello delle Midterm è ormai partito, i termini della sfida ormai delineati. Se il messaggio della Convention sarà efficace e avrà perforato le resistenze dei moderati scettici sulla direzione del Paese lo si capirà però solo il 3 novembre.
Trump, show a Dallas per sbancare le Midterm: “Se vinciamo, 5mila dollari a tutti gli americani”
Un discorso fiume, 1 ora e 47 minuti, nell’American Airlines Center di Dallas del presidente alla convention organizzata per rilanciare i repubblicani a meno d…










