HomePistoiaCronacaIl nodo dell’ospedale. Ancora bagarre politicaCapecchi (FdI) e Del Re (Fi) replicano alle parole dell’assessore Monni "I servizi territoriali non possono sostituire un presidio di emergenza".Capecchi (FdI) e Del Re (Fi) replicano alle parole dell’assessore Monni "I servizi territoriali non possono sostituire un presidio di emergenza".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSul futuro del presidio sanitario "Pacini" di San Marcello Piteglio esplode la bufera politica. Le dichiarazioni dell’assessora alla Sanità toscana, Monia Monni, alla Festa dell’Unità di Santomato, di fatto escludono il ripristino del Pronto Soccorso d’area disagiata per la Montagna Pistoiese, scatenando la dura reazione delle opposizioni e dei comitati locali.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, guida la protesta contestando la decisione e il metodo della Giunta toscana. "I residenti, le associazioni e gli eletti della montagna hanno il diritto sacrosanto di conoscere questo fantomatico progetto pilota per il Pacini", attacca Capecchi, rammaricato dal fatto che temi così impattanti sulla salute vengano annunciati nei salotti di partito anziché nelle sedi preposte, come la Consulta socio-sanitaria. Il consigliere sottolinea: "I servizi territoriali non possono sostituire un presidio di emergenza, considerate le distanze geografiche dagli altri ospedali, a partire da quello di Pistoia". A pesare sul confronto è la giustificazione della Regione, che attribuisce l’assenza del Pronto Soccorso alla carenza di personale medico, citando difficoltà perfino ad Arezzo. Argomentazioni respinte da Capecchi: "Queste tesi non sono tollerabili da una Giunta regionale che si vanta a livello nazionale di governare il miglior sistema sanitario d’Italia". Il consigliere chiama in causa i sindaci di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano, Marmo e Bacci, accusandoli di aver condotto trattative silenziose senza informare i consigli comunali. Per questo, Fratelli d’Italia ha riproposto la mozione per il riconoscimento di area disagiata, atto decaduto in passato sotto la commissione Sanità di Matteo Biffoni.