Stasera al Teatro Goldoni debutta il testo vincitore del Premio Giglio BluRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTre coppie, ognuna con la sua storia, ognuna con qualcosa lasciato in sospeso, che deve essere proferito. Sono personaggi ormai lontani che non possono parlarsi. Ma ecco che una cabina telefonica permette di tirare fuori quel qualcosa che non può essere perso. È questo ’Parole al vento’, lo spettacolo di Silvia Nanni che debutta in prima nazionale al Goldoni di Firenze (oggi e domani alle 21, domenica alle 18) come evento del Teatro delle Donne. Un testo vincitore del Premio Giglio Blu nella sezione teatro inedito, che arriva in sala con la regia di Claudio Benvenuti e con Antonio Fazzini, Roberto Gioffrè e Vania Rotondi.
Nanni, cos’è ’Parole al vento’? "Nasce da un articolo di giornale in cui si parlava di questa cabina telefonica costruita da un ragazzo a seguito di uno tsunami avvenuto in Giappone. Lui aveva perso un cugino e per tornare a parlarci aveva costruito questa cabina improvvisata. Presto, però, si rese conto che altre persone si recavano per lo stesso motivo. Il ’telefono del vento’ è stato poi riprodotto e in Italia ne abbiamo sei: l’ultima è stata installata a Capannoli. Da questa ispirazione ho quindi immaginato alcuni personaggi che non hanno avuto il coraggio, il tempo o il modo di dire qualcosa a una persona del loro passato: un dialogo surreale sull’incomunicabilità di oggi".







