Martedì, Lineapelle accende i riflettori su Fiera Milano Rho, chiamando l’intera filiera a misurarsi con un mercato ancora fragile. L’obiettivo è offrire a designer, uffici stile e brand indicazioni concrete per trasformare le tendenze in prodotti e collezioniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa pelle prova a reagire alla crisi della moda. Martedì Lineapelle accende i riflettori su Fiera Milano Rho, chiamando l’intera filiera a misurarsi con un mercato ancora fragile e segnato dall’incertezza geopolitica. Il quadro arriva alla vigilia della manifestazione e non lascia spazio a facili ottimismi. La moda italiana potrebbe infatti chiudere il 2026 con una contrazione dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Dopo un avvio d’anno particolarmente difficile, con un calo dell’8,5%, emergono tuttavia alcuni segnali di recupero. Anche il commercio estero conferma le difficoltà dei comparti core: tessile, abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature segnano un -2,3% sull’anno precedente.
L’Europa mostra maggiore tenuta, con Francia (+3,7%) e Spagna (+4,5%) in crescita, mentre Hong Kong registra un +6,8%. Negli Stati Uniti l’export arretra invece del 2,8%, in Germania del 4,2%, in Giappone del 9,6% e nel Regno Unito dell’8,8%. È in questo scenario che Lineapelle si prepara ad aprire i battenti dal 15 al 17 settembre. Oltre 1.000 gli espositori. Una risposta di fiducia da parte di una filiera che guarda alla fiera come piattaforma di business, networking e sviluppo progettuale.














