Lineapelle apre il prossimo martedì 15 settembre nei padiglioni di fiera Milano: tre giorni fondamentali per capire i mercati e per cogliere i segnali di ripresaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMartedì Lineapelle accende i riflettori a Fiera Milano, in uno scenario ancora segnato dall’incertezza. La congiuntura difficile è stata al centro anche del Sustainable Leather Forum di Parigi, dove nessuno ha nascosto le preoccupazioni. Sul mondo della pelle pesa infatti la debolezza dell’intera filiera della moda italiana, che potrebbe chiudere il 2026 con un calo dell’1,6% sul 2025. "Speriamo che il dato migliori, ma dipende dalla situazione geopolitica", ha detto Carlo Capasa, presidente di Camera nazionale della moda italiana. Presentando i Fashion Economics Trends alla vigilia della Milano Fashion Week, Capasa ha ricordato un avvio d’anno particolarmente difficile. Il 2026 è partito con una contrazione dell’8,5%, seguita però da alcuni segnali di recupero.

I dati sul commercio estero confermano la fragilità della performance. Nei comparti core – tessile, abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature – l’export è sceso del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tiene il mercato europeo, con Francia (+3,7%) e Spagna (+4,5%) in crescita, mentre Hong Kong segna +6,8%. Più difficile la situazione negli Stati Uniti (-2,8%) e in Germania (-4,2%). Ancora più pesante la flessione in Giappone (-9,6%) e nel Regno Unito (-8,8%). Sul fronte degli approvvigionamenti, le importazioni dei comparti core arretrano del 5%, con quelle dalla Cina, primo fornitore, in diminuzione dell’8,1%. È su questo sfondo che Lineapelle apre: una vetrina internazionale chiamata a misurare umori, ordini e capacità di reazione della filiera.