Dopo oltre 40 anni sul palco, gli Elio e le Storie Tese hanno trovato un altro modo per ’complicarsi la vita’: lasciare al pubblico la scelta della scaletta. È il tour À la carte, che domani farà tappa a Rimini per il gran finale di Balamondo, festival diretto da Mirko Casadei: appuntamento in piazza Cavour alle 21. "Suoneremo 15 brani scelti dagli spettatori – racconta Cesareo, lo storico chitarrista della band – Noi ci annoiamo facilmente... Per divertirci bisogna evitare di diventare prevedibili".

Una scaletta decisa dal pubblico è libertà o autolesionismo?

"Noi abbiamo sempre voglia di complicarci la vita. Alcuni artisti decidono perfino frasi prestabilite da dire tra un brano e l’altro. Noi ci annoieremmo. Nei nostri ultimi concerti a ogni sera cambia tutto. Ma il pubblico non è sempre così coraggioso e spesso chiede i grandi classici, forse per paura di non sentirli".

C’è un pezzo, più di altri, che spera sempre venga scelto?

"Essere donna oggi, una canzone che abbiamo sempre interpretato con una certa ironia. Ma dietro c’è una musicalità che va dal classico al pop. E se vuoi capire chi siamo, quella canzone dice parecchio".