MONSELICE (PADOVA) - Il canile Chiara Locrati di via Erbecè è in dirittura d'arrivo, ma rischia di non trovare chi lo gestisca. Con 20 box, avverte l'assessore all'ambiente Christianne Bergamin, la struttura è troppo piccola per reggersi con le sole rette, e a dicembre scade il contratto con la cooperativa che ne garantisce il funzionamento dal 2017.
Il rischio Queste le parole di Christianne Bergamin: «Per la gestione futura potranno nascere delle difficoltà: un canile con un numero così esiguo di posti non consente, probabilmente, a un gestore privato o ad un'associazione di coprire i costi fissi - personale, utenze, assistenza veterinaria, pulizie - con le sole rette comunali». Lo scenario che prospetta è di «gare future deserte o la necessità per il Comune di integrare il canone di gestione con risorse proprie ben più ingenti rispetto al passato». Oggi il rifugio costa oltre 10mila euro al mese, quasi tutti a carico dell'ente: la convenzione con gli altri Comuni dell'allora Ulss 17 ha tariffe ferme al 2012. Il problema Il problema principale è la capienza. Il progetto del 2023 prevedeva 40 box per cani e quattro per gatti, ma la norma regionale impone almeno 20 metri di distanza dai confini: il secondo blocco da 20 box non si può costruire senza acquistare una fascia di terreno confinante. «La capienza ridotta azzera la possibilità di destinare una quota di box alla pensione per cani a pagamento - osserva l'assessore - attività fondamentale per compensare i costi del servizio reso al Comune». Il progetto La consegna del cantiere risale al 28 ottobre 2025: 615mila euro di quadro economico, di cui 200mila da un contributo regionale del 2014, 110 giorni di lavori e termine fissato al 15 febbraio 2026. Le nuove strutture, invece, sono partite solo ad aprile e il fine lavori deve ancora arrivare. Nel frattempo, «si è deciso di non spostare i cani in un'altra struttura del territorio», decisione che ha comportato un esborso di circa 70mila euro in più per gli alloggi provvisori. L'esponente della giunta insediata a giugno parla di «un cantiere ereditato in stato di forte criticità esecutiva» e di un lavoro volto all'obiettivo «di consegnare la struttura entro la fine dell'autunno e impedire che lievitazioni e ritardi del passato facciano perdere il contributo regionale». Ad ora, puntualizza l'architetto Bergamin, mancano i prefabbricati di servizi e magazzini. Entro dicembre servirà un bando per la gestione. «Il nostro - conclude l'assessore Bergamin - obiettivo primario resta la tutela degli animali. Trattandosi di un impianto piccolo, dovremo valutare con responsabilità le risorse pubbliche da destinare alla gestione, garantendo la sostenibilità del servizio ed evitando costi sproporzionati per la collettività, ma mettendo sempre al centro il benessere animale».






