Segnano Baturina, Douvikas, Diao e Perrone: al Sinigaglia non c'è storia, tedeschi mai in partitaCOMO La squadra della città che si affaccia sul lago più bello del mondo non può essere banale. E nemmeno accontentarsi della rapidissima scalata dalla D alla A. Perché chi vuole diventare un brand di lusso nel mondo del pallone e vendere i suoi prodotti nelle città più grandi ed eleganti del mondo non può prescindere dalla Champions. Il Como di Suwarso dalla fine dell’ultimo campionato a ieri ha costruito una nuova gradinata e fatto un mercato da 165 milioni. Ma avere soldi da spendere non sempre è l’unica cosa che conta perché i soldi si possono anche buttare. Qua invece le cose le fanno per bene: grandi investimenti e anche buoni sentimenti. E infatti non dimenticano di invitare per questa notte, che per molti è stata un po’ come quella di Natale, i fedelissimi, i tifosi nati prima del 1950, che seguono il Como da una vita e che, dopo aver fatto la foto fuori dallo stadio con lo striscione blu, come la maglia della loro squadra e con le stelle dell’Europa, sono andati a godersi la partita dei sogni. Perché la Champions, in fondo, cos’è se non un sogno? E se arrivi a giocartela quasi all’improvviso e te la giochi come ha fatto il Como, che ha vinto 4-1, allora hai poco altro da chiedere. Fabregas aveva chiarito che è tanto bello esserci arrivati, che tanti hanno dei meriti ma lui doveva scegliere quelli adatti per vincere la prima partita di Champions, la più importante della storia del Como, almeno per ora. Il Como ha giusto sbagliato qualche gol contro il Lipsia, per il resto è stato scintillante. I mediani Milla e Da Cunha hanno subito preso possesso della terra di mezzo, stoppato con precisione le operazioni del centrocampo avversario e rilanciato con tempi perfetti gli attaccanti in blu. Dopo un inizio quasi circospetto, il Como capisce che può spingere senza preoccuparsi troppo. Dopo 15 minuti Baturina chiude un’azione in velocità partita sulla sinistra e confeziona il vantaggio. Al 38’ il raddoppio, ancora con Baturina nel mezzo: passaggio per Douvikas che in area controlla, si coordina e raddoppia. In mezzo anche un po’ di Lipsia: un paio di nitide accelerazione del talento norvegese Nusa, un bel colpo di testa (fuori) di Guiu, una bella parata di Butez su Maksimovic. Nkunku flotta tra il tridente d’attacco e il centrocampo senza lasciare tracce. Dopo un tempo intero i tedeschi tentano di cambiare la storia della partita. Mettono più velocità nel loro gioco, spingono, insomma ci provano ma non serve. La faccenda dura 9 minuti, finché il Como non organizza la prima ripartenza. Nico Paz allarga per Diao che dalla destra segna il 3-0. C’è ancora tempo per le reti di Maksimovic e Perrone, per i cambi (anche di modulo) di Fabregas, ma i giochi sono fatti. Ed era difficile per il Como cominciare meglio di così.